Perché una dieta

Perché una dieta

Ci sono molte ragioni per cui una persona decide un giorno di iniziare un diverso percorso alimentare.

Può essere una scelta quasi obbligata, dettata da ragioni più o meno gravi di salute. Può essere il modo di affrontare in modo mirato le esigenze legate a uno specifico momento della propria vita. Può essere il desiderio di perdere peso, o di acquisirne. Può essere a causa di un’allergia o di un’intolleranza alimentare.

O può essere, molto semplicemente, il desiderio di prendersi cura di sé stesso, della propria salute fisica ed emotiva, attraverso il cibo.

In tutti questi casi il mio contributo consiste nell’ascoltare le ragioni della persona, nel capire i suoi bisogni, le sue abitudini, la sua disponibilità a intraprendere un diverso stile di alimentazione e a cambiare le proprie abitudini. E poi nel cercare insieme il percorso alimentare più giusto.

Durante i mesi e le settimane successive, il mio lavoro consiste nel seguire i progressi e aggiustare il piano alimentare per garantire nel tempo risultati  e soddisfazione personale.

Qui di seguito alcuni dei casi in cui si può scegliere per necessità o desiderio personale di iniziare un nuovo e diverso percorso alimentare.

Alimentazione e salute

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  • Ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia
  • Ipertensione arteriosa
  • Disturbi della digestione
  • Stipsi
  • Colon Irritabile
  • Reflusso gastroesofageo e/o gastrite
  • Diabete
  • Diverticoli intestinali
  • Insufficienza renale cronica o acuta.

 

Alimentazione per ogni fase della vita

  • Gravidanza
  • Allattamento
  • Svezzamento
  • Intensa attività sportiva
  • Menopausa

 

Peso corporeo

  • Sovrappeso
  • Obesità
  • Continue e consistenti variazioni di peso
  • Sottopeso

 

Intolleranze alimentari (90 alimenti)

Un’ intolleranza alimentare è definita come la tendenza a sviluppare ipersensibilità verso una certa sostanza o un determinato alimento.

Diversamente dalle allergie le intolleranze alimentari non sono causate dal rilascio di anticorpi quali le IgE, ma si verificano in presenza di IgG dirette contro gli alimenti. Pertanto, l’assunzione ripetuta e periodica di un alimento mal tollerato, anche a basse dosi, aumenta il disturbo e mantiene i quantitativi di IgG elevati.

Mentre nelle allergie la risposta immunitaria è immediata, nel caso delle intolleranze i disturbi si presentano anche con 36 ore di ritardo rispetto all’assunzione dell’alimento mal tollerato. Questo è il motivo per cui molto spesso queste reazioni vengono ignorate o non considerate.

Le intolleranze si manifestano con una sintomatologia generale più o meno sfumata (stanchezza, cefalea, gonfiori addominali postprandiali, infezioni ricorrenti, dolori articolari, disturbi dell’umore, ecc.) o con alterazioni cutanee dubbie (pelle secca, eczemi, orticaria, ecc.).

La dieta è sicuramente il mezzo più importante per la terapia delle intolleranze alimentari: escludere allergeni alimentari responsabili verso cui è stata dimostrata intolleranza porta alla totale scomparsa dei sintomi. È necessario pertanto formulare una dieta di eliminazione che prevede l’esclusione rigorosa dell’alimento responsabile e di quelli ad esso correlati per almeno 3-6 mesi. Passato questo periodo è possibile reintegrare gradualmente gli alimenti mal tollerati verificando l’eventuale ricomparsa di sintomi patologici.

La determinazione delle intolleranze alimentari avviene tramite un semplice esame che prevede l’analisi della risposta degli anticorpi IgG specifici presenti nel siero.